Chiesa Neo-Apostolica in Italia

Motto

Gloria a Dio – ringraziare Dio

La Chiesa di Gesù Cristo ha due compiti: il primo è di rendere accessibili agli uomini la salvezza e l'eterna comunione con Dio; il secondo consiste nel fatto che in essa gli uomini offrono a Dio adorazione e lode (vedi Catechismo, domanda 370).

Perciò è rivolto a noi l'appello di celebrare la gloria di Dio, di lodare la sua maestà e la sua bontà. Con il nostro comportamento, caratterizzato da timor di Dio e amore, gli diamo la gloria. Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider, guida della Chiesa Neo-Apostolica in tutto il mondo, dà quindi all'anno 2017 il motto "Gloria a Dio, nostro Padre!".

Al Dio e Padre nostro sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Filippesi 4,20

Vera glorificazione nasce dall'operare dello Spirito Santo in noi. Lasciamoci guidare da lui. In questo modo possiamo riconoscere la grandezza del Padre nel suo agire, nella creazione e nella storia del piano di salvezza. Noi proclamiamo la sua magnificenza adattandoci alla sua volontà e considerando più importante la fiducia in Dio che le nostre preoccupazioni.

Dare gloria a Dio significa anche ringraziare Dio

Il motto dell'anno 2017 viene sottolineato dalla serie di manifesti di quest'anno, la quale contiene il messaggio "Ringrazio Dio", seguito ogni volta da una breve affermazione di ciò cui si riferisce il ringraziamento. Per esempio nel manifesto di gennaio si dice: "Ringrazio Dio per l'anno 2017, per le 8760 nuove ore che Egli mi regala." E nel manifesto di dicembre si trova scritto: "Ringrazio Dio per la sua vicinanza, la protezione degli angeli e la benedizione nell'anno 2017." La serie di manifesti mostra reali membri della Chiesa, i quali si professano chiaramente per la loro fede e affermano quello che apprezzano personalmente e concretamente nella Chiesa Neo-Apostolica.

Vogliamo sempre essere riconoscenti, nonostante tutte le afflizioni e preoccupazioni. Se poniamo la gratitudine davanti a ogni altra cosa, possiamo sperimentare che il Padre celeste concede la sua benedizione. 

Con cari saluti, il vostro
Markus Fehlbaum