Chiesa Neo-Apostolica in Italia

Al Venerdì Santo segue la Pasqua

Venerdì Santo – giorno di sofferenze

Il Venerdì Santo è per noi cristiani neo-apostolici una delle festività più eminenti nel corso dell'anno liturgico. In questo giorno commemoriamo con venerazione e profonda gratitudine il sacrificio di Gesù.

Da un lato, il comportamento dimostrato dal Figlio di Dio persino nella più atroce sofferenza è un traguardo irraggiungibile nella nostra vita. Qual è la persona che riesce davvero a invocare il perdono di Dio per coloro che le infliggono dolori indicibili del corpo e dell'anima e persino causano la sua morte? Chi è capace, come Gesù nei confronti del malfattore sulla croce, di gettare, nell'imminenza della propria morte, un ponte per il futuro a chi poco prima lo aveva deriso? 

Dall'altro lato, quando siamo nelle sofferenze, in circostanze malvage e apparentemente senza via d'uscita e ci sentiamo abbandonati da Dio e dal mondo intero, quando non riceviamo una risposta alla domanda "Perché?", ci consola che anche Gesù pose la domanda: "Perché mi hai abbandonato?". Anche lui non ottenne una risposta, ma ugualmente non perse la fede. Al contrario! Il "Perché?" non era l'ultima parola; alla fine vinse la fiducia: "È compiuto! Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio!“. Da questo possiamo attingere il coraggio di riporre anche le nostre sorti pienamente nelle mani di Dio, con la consapevolezza: "Non rimane sempre così; non sempre regnerà il buio". 

Con il Venerdì Santo è subentrata nella nostra vita la cosa più importante: grazie al suo sacrificio, Gesù eliminò lo sgomento della morte, il suo sacrificio rappresenta un ponte dall'uomo peccaminoso verso il cuore di Dio. La croce diventa un segno di speranza, un simbolo dell'amore.

Costruire dei ponti, infondere speranza, donare amore: questo è importante più che mai per la convivenza di noi esseri umani.

Pasqua – risurrezione di Cristo – un elemento fondamentale della fede cristiana

"Ma io so che il mio Redentore vive!“. Questa nota parola dal libro di Giobbe, trasposta in musica da Händel in modo tanto espressivo nel "Messia", genera nel cuore un sentimento di benessere.

Ancor più che nell'ascoltare tale musica, nella preghiera fatta con fede, nell'unione con Gesù s'istaura la pace interiore. Da questo ci perviene la certezza: "Siccome LUI vive, vivo anch'io!". Poi subito di affaccia la domanda: come e a quale scopo?

Anche in questo, Gesù è il nostro esempio. Dopo la sua risurrezione seppe togliere la paura ai discepoli, portando loro la pace. A Tommaso, che ebbe difficoltà a credere, Lui si avvicinò senza giudicarlo. Accompagnò i discepoli di Emmaus con tanta comprensione, ascoltando silenziosamente, promovendo la loro conoscenza e aprendo un nuovo orizzonte, fino a che nei loro cuori ardeva il fuoco di nuovo entusiasmo.

In tutti questi incontri Gesù rese percepibile il senso e scopo della sua risurrezione. Precisamente in questo modo viene incontro a ognuno che lo accetta: vorrebbe aiutare il credente ad agire come lui.

La festa di Pasqua sia per noi tutti un incentivo e una fonte di forza per agire in futuro similmente al Risorto. Se Gesù vive in noi, possiamo mettere in moto "forze di risurrezione" nella nostra famiglia, sul posto di lavoro, nell'ambiente in cui viviamo. Con uno sguardo gentile possiamo mitigare le paure, infondere pace con una parola amorevole, vedere nel prossimo anche il lato positivo, nonostante i suoi errori. Accompagniamo il prossimo che sta attraversando la notte della disperazione, stiamo ad ascoltarlo e incoraggiamolo a rivolgersi a Gesù, allora lui otterrà nuove forze di vita. Anche oggi ancora Gesù ci aiuta a trovare la via d'uscita da situazioni apparentemente disperate.

I cristiani neo-apostolici ricevono un tale aiuto anche nei servizi divini, perché ogni servizio divino infonde nuove forze per l'anima, dà gioia e descrive il futuro dei figlioli di Dio. Ognuno è cordialmente invitato a farsi un'idea e a sperimentare la comunione con Dio.

Andare avanti e avere fiducia

Forse più di ogni altra cosa, a caratterizzare l'altalenarsi nella vita umana è la frase: "Non rimane sempre così!". La gioia cede il posto al dolore, alla vita segue la morte, dopo la felicità subentrano sventure. Sicuramente la lista potrebbe essere ancora allungata. Ma alla fine del tunnel c'è una luce; persino chi vive nelle ore più oscure può avere la legittima speranza che non rimarrà sempre così. 

In questo senso la settimana santa, che termina con la festa di Pasqua, è un simbolo per la vita umana. Dapprima gioia e giubilo, poi il disincanto e un brusco cambiamento degli umori. All'amore e alla misericordia si contrappongono tradimento, rinnegamento e derisione; atroci sofferenze e morte crudele. È forse la fine? No, non rimane così! Con la Pasqua venne e verrà la risurrezione. 

Per i cristiani neo-apostolici la risurrezione di Gesù e la fede in Lui, che è la personificazione della risurrezione, sono la sicura certezza che il male, le sofferenze e la morte non vinceranno. Non rimane sempre così! "La speranza è l'ultima a morire", questa frase vale per chi ripone la sua speranza in Cristo. Perché questa speranza non potrà morire!

Non rimane sempre così ...

Quante volte abbiamo già udito la frase: "Non rimane sempre così!". Costantemente e nelle più svariate circostanze della vita possiamo renderci conto della verità di questa considerazione che a prima vista appare banale, ma è così importante nella vita.

Pur bello che sia poter tenere in braccio un neonato, il bambino non rimane fermo nel suo sviluppo: cresce, progredisce – grazie a Dio! – per diventare un adolescente, un giovane, una persona adulta. Chi è malato, tutt'a un tratto si rende conto che la salute non è un fatto ovvio e l'apprezzerà poi tanto più, quando si saranno ristabilite le sue forze. Si potrebbero elencare qui innumerevoli altri esempi.

Qual è la conclusione che ne possiamo trarre? Su questa terra non esiste né felicità assoluta né sofferenza assoluta; in tutti i casi vale la realtà: "Non rimane sempre così!".

Insieme a tutti gli altri cristiani, i credenti neo-apostolici vedono nella morte e nella risurrezione di Gesù una prova lampante per questo "non rimane sempre così!". E soprattutto proviene per loro una grande speranza per il futuro dalla consapevolezza: "Chi quaggiù è morto con Cristo, risusciterà pure con Lui". 

In questo si esprimono il senso e la speranza della festa di Pasqua!