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Giornate dei bambini per l’Italia centrale
25.06.2017 / Carrara
23-24-25 giugno 2017: un finesettimana all'insegna dell'emozione nel rifugio di montagna “Città di Massa”

Nel quarto weekend di giugno si sono tenute le giornate dei bambini del distretto Italia Centro, con arrivo il venerdì sera presso il rifugio “Città di Massa” situato a circa 900 metri di altitudine, in mezzo alle Alpi Apuane, sul versante che domina il Mediterraneo e guarda sulla città di Massa. Da lì, in assenza di nuvole, si scorge il mare. La struttura che ci ha ospitato è in grado di accogliere circa 40 persone, e mette a disposizione dei viaggiatori più di quanto ci si potrebbe aspettare da un rifugio. Il luogo è circondato da una natura verdeggiante, luogo ideale per ripulirsi dallo stress quotidiano e “staccare la spina” per ritrovare nuove energie. Luogo ideale per vivere la comunione fraterna e rafforzare il legame con i bambini delle nostre comunità.

Al nostro arrivo, quindi, ci sono state assegnate le camere e, poco dopo, tutti assieme abbiamo cenato. Un momento per conoscere chi è arrivato da più lontano e per riprendere i contatti con chi non si vedeva da un po’ di tempo. Partecipanti 34, di cui 11 bambini. I bambini non hanno barriere, e ben presto si sono uniti in giochi e attività di vario genere, senza badare a differenze di età e di interessi. Disegni, minigolf, bolle di sapone, canti, giochi con l’acqua, raccolta di oggetti nella natura per l’ornamento dell’altare…. Molte sono state le attività nelle quali i bambini, e non solo, sono stati coinvolti durante questo week end. È stata anche un’occasione per permettere agli insegnanti di riunirsi ed approfondire alcune tematiche legate all’insegnamento religioso.

Il pomeriggio del sabato, è stato visitato l’orto botanico, raggiungibile a piedi, a pochi minuti dal rifugio. Lì si è avuto conoscenza delle varie specie di piante e fiori che crescono nella zona, caratterizzata da un clima particolare reso possibile grazie all’aria calda ed umida che proviene dal mare. Un percorso di un’ora circa, con pendenze significative che hanno messo a dura prova le gambe di alcuni degli accompagnatori. I bimbi, assieme alla guida e pochi di noi, segnavano la strada.

Domenica mattina è stato officiato il servizio divino dall’evangelista di distretto Nicola Bartoli con la parola biblica in Daniele 6, 10: “Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima.”

L’evangelista di distretto Bartoli, dopo la preghiera iniziale, ha aperto il servizio divino spiegando a tutti i presenti che il suo esprimersi sarebbe stato caratterizzato da un linguaggio semplice, indirizzato in modo particolare ai bambini, che nei giorni precedenti, avevano avuto modo di conoscere meglio la storia del profeta Daniele. Dall’altare, i bimbi hanno potuto ascoltare dei “superpoteri” che il profeta Daniele possedeva e che gli permettevano di vedere ed interpretare i sogni, i “superpoteri” resi possibili dallo Spirito Santo che ancora oggi, anche noi, possiamo ricevere attraverso i nostri apostoli. Abbiamo potuto ancora conoscere meglio la storia di Daniele che, nonostante il decreto istituito, continuava a pregare come gli era stato insegnato dai suoi genitori, affidandosi così a Dio. Un Dio che ha riservato per lui sempre cose buone e gli ha offerto sempre protezione, come nel momento in cui venne rinchiuso assieme ai leoni, e non gli venne inflitta alcuna ferita. L’evangelista di distretto si è rivolto quindi ai genitori, ai nonni, agli adulti presenti, chiedendo impegno nella preghiera con figli, nipoti, bambini. Noi adulti siamo un esempio per loro, e solo con azioni coerenti alla nostra fede possiamo indicare loro la via giusta e dare modo allo Spirito Santo che è in ognuno di essi di poter crescere ed esprimersi. Quel “superpotere” che non si vede, ma che, come il vento, come l’aria, si può percepire.

Durante il servizio divino, abbiamo ancora potuto ascoltare ciò che si è mosso nel cuore dell’evangelista Bedini: nei nostri cuori risiede l’amore, un altro “superpotere” che non è visibile ma che ha effetti meravigliosi in tutti noi.

È stato possibile vivere infine la Santa Cena. L’evangelista di distretto Bartoli ha ancora spiegato come nei tempi antichi la Santa Cena venisse definita come “Pane delle streghe”, per gli effetti che generava su chi la riceveva. Quell’effetto che ancora oggi noi tutti possiamo vivere e sperimentare: la gioia! Il servizio divino è stato arricchito da canti e pezzi musicali, e si è concluso con il brano cantato da tutti i bimbi: Canzone del Sole.

Prima di congedarci e rientrare a casa, abbiamo ancora potuto pranzare tutti assieme e vivere un collegamento Skype con la Svizzera con un gruppo di giovani diversamente abili, durante il quale ci siamo scambiati saluti e alcune canzoni cantate a vicenda.