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L’apostolo Camenzind visita due comunità in Toscana
15.10.2017 / Pieve Fosciana
Servizio divino con nozze di rubino a Pieve Fosciana e servizio divino a Santa Croce sull’Arno.

Ringraziare con gioia
Domenica 15 ottobre 2017 l'apostolo Rolf Camenzind, accompagnato dall'evangelista di distretto Bartoli e dall’evangelista Bedini, ha tenuto un servizio divino nella comunità di Pieve Fosciana. La funzione è stata celebrata fuori dal locale di culto, presso l’Agriturismo La Costa, nel comune di Fosciandora, per offrire la possibilità a tutti gli invitati di godere del servizio divino.

Quella mattina si festeggiavano le nozze di rubino del sacerdote a riposo Bruno Angelini e della sua consorte. L'apostolo ha aperto il servizio divino con la parola biblica tratta dalla lettera agli Efesini 5, 20: “Ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo”. L'apostolo Camenzind ha iniziato il suo servire facendo riferimento al bel traguardo che rappresentano le nozze di rubino e di quante similitudini ci possono essere tra vita di coppia nel matrimonio e vita di fede. Quarant'anni di matrimonio sono un bel traguardo, ma questo traguardo non riguarda solo la vita di coppia. E' un traguardo anche nella vita di fede ed è una benedizione di Dio poter rimanere fedeli così a lungo. Ciò richiede impegno e, senza forze particolari, rimane un obiettivo difficile da raggiungere.

L'amore, legante divino
L'evangelista Bedini ha servito all'altare, e nel suo parlare ha posto l'accento su come l'amore sia un elemento fondamentale e necessario a rendere stabile la vita di coppia. Senza amore non si perdona, non si riesce ad andare avanti, diventa facile incolpare l'altro. L'amore funge da legante, come il cemento lega pietre, anche di forme diverse, tra loro.

Anche l'evangelista di distretto Bartoli, che accompagnava l'apostolo, ha potuto aprire il suo cuore dall'altare. L'evangelista, riferendosi alla vita matrimoniale, racconta come un percorso di vita nella coppia possa riservare difficoltà, e di come, con ogni probabilità, ogni famiglia si è trovata ad attraversare periodi difficili. Ma ciò che conta è l'arrivo, è trovare le forze per superare gli ostacoli.

L'apostolo ha potuto quindi regalare la benedizione alla coppia che festeggiava le nozze di rubino. E ha spiegato come, in taluni casi come questo, ci sono cose nella vita che sono irripetibili, che sono possibili una volta sola, come, ad esempio, quando si diventa figliolo di Dio. Ricevere la benedizione significa ricevere una forza particolare che accompagna anche nel futuro. È importante, infine, condividere le cose belle che si vivono nella fede, le emozioni che si muovono nel nostro cuore, le esperienze spirituali.

La comunità e tutti i presenti hanno potuto ancora vivere un momento di comunione all'esterno del locale, sotto un meraviglioso cielo azzurro, gustando un rinfresco preparato con cura dagli organizzatori.

A Santa Croce sull’Arno
Il pomeriggio di domenica 15 ottobre l'apostolo ha visitato la piccola comunità di Santa Croce sull'Arno e ha officiato il servizio divino con la parola in Apocalisse 10, 10: “Presi  il libretto dalla mano dell'angelo e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele; ma quando l'ebbi mangiato le mie viscere sentirono amarezza”.

L'apostolo ha iniziato il servizio divino invitando a prendersi cura della propria anima sfruttando ogni possibilità di incontrare il Signore. Ha poi spiegato la parola biblica dicendo che a molti, udendo il Vangelo, risulta loro dolce, ma può esserci amarezza. Com'è possibile tutto ciò? Con valutazioni umane, magari uno vede che Dio dà la stessa grazia ad un altro, oppure che la paga è la solita per tutti. L'apostolo ha quindi citato la parabola del figliol prodigo (era il fratello che si lamentava) e dei lavoratori delle diverse ore. Vogliamo rallegrarci e non avere amarezza. L'apostolo ha poi concluso il servizio divino parlando del perdono: Dio ci perdona come noi perdoniamo gli altri.