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Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro
22.04.2018 / Trebaseleghe
Servizio divino del sommoapostolo Jean-Luc Schneider a Trebaseleghe (Italia Nord-Est).

Domenica 22 aprile 2018 i fratelli e le sorelle del distretto Italia Nord-Est si sono riuniti nella chiesa di Trebaseleghe per ricevere la visita del sommoapostolo Jean-Luc Schneider e vivere insieme a lui un servizio divino speciale. La preparazione di questo evento particolare veniva portata avanti con gioia ed entusiasmo già da diversi mesi. Con particolare cura e impegno sono stati preparati i contributi musicali da parte dei coristi, degli strumentisti e delle dirigenti, che si sono riuniti più volte da tutte le comunità del distretto per le prove.

Il sommoapostolo era accompagnato dagli apostoli Opdenplatz e Bauer dalla Germania, dall’aiutante dell’apostolo di distretto Zbinden e dall’apostolo Camenzind. Erano presenti anche i vescovi Fässler (Svizzera) e Olmedo (Spagna) e i conducenti distrettuali dell’Italia. Il servizio divino è stato teletrasmesso in Italia, Ticino, Spagna e Zurigo-Seebach (per le comunità italiane e spagnole).

Il coro ha aperto la via al servire del sommoapostolo con l’inno “Sommo Dio noi ti lodiam”, la cui prima strofa è stata cantata in francese. Il sommoapostolo ha ringraziato con un “Merci beaucoup” e ha espresso la sua gioia di celebrare questo servizio divino. La parola scelta dal sommoapostolo per questo servizio divino si trova in Luca 24, 27: “E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le scritture le cose che lo riguardavano.”

Dio ci ama
Il sommoapostolo ha iniziato parlando della difficoltà di trovare la cosa giusta da dire ai fratelli e alle sorelle, lo ha colpito un pensiero che non lo ha più abbandonato, il pensiero di dire semplicemente la cosa più importante: Dio ci ama, ognuno di noi, così come siamo. Ha aggiunto che quello che Dio ha per noi è un amore perfetto, che si manifesta in ciò che Egli ci dà e in quello che ci ha dato. Gesù Cristo ha sacrificato la sua vita per noi e ci vuole dare il regno di Dio e questo è il suo amore.

Perché qui non viviamo il successo come in altre nazioni?
A questa domanda, che spesso sorge nei cuori dei fratelli e delle sorelle di Italia e Spagna, dove le comunità sono molto più piccole rispetto a tanti altri paesi, il sommoapostolo non ha saputo dare una risposta ma qualcosa di meglio: forza e consolazione. La benedizione di Dio non si misura in numeri e noi non possiamo conoscere i suoi piani. “La benedizione di Dio consiste nel fatto che un figlio di Dio possa fare quello che Dio si aspetta da lui” e quello che Dio si attende da noi è che siamo testimoni di Gesù Cristo. Essere testimoni di Gesù Cristo significa dimostrare al mondo e al demonio che è possibile rimanere fedeli al Signore e vivere secondo il Vangelo nell’ambiente e nelle relazioni in cui ci troviamo. La benedizione di Dio consiste nel poter vivere secondo il Vangelo e nel poter essere un esempio e una luce per il nostro prossimo.

Conoscere la Bibbia
Il sommoapostolo ha parlato dell’incontro tra Gesù Cristo e i discepoli di Emmaus, dal quale è tratta la parola, e dell’importanza di leggere e conoscere la Bibbia. A volte anche noi ci sentiamo tristi e delusi, soli e abbandonati come si sentivano i discepoli di Emmaus, e per questo il Signore ci offre la Sua consolazione nel servizio divino. È molto importante leggere la Bibbia poiché, per seguire l’esempio di Gesù Cristo, dobbiamo conoscere ciò che ha fatto. Il sommoapostolo ha proseguito parlando di ciò che ci viene trasmesso durante il servizio divino. Lo Spirito Santo ci spiega il piano di redenzione e ci vuole aiutare ad entrare nel regno di Dio, ci ricorda che il Signore tornerà presto, ci rivela le promesse di Cristo, ci dice come agire per essere parti di tali promesse. Il sommoapostolo si riaggancia al pensiero sui piccoli numeri delle comunità in alcuni paesi, ricordando che Cristo disse “Io sono potente nei deboli” e che il suo desiderio più grande rimane quello che noi possiamo essere uniti.

Hanno poi servito gli apostoli Bauer e Opdenplatz. Quest’ultimo ha ricordato le celebri parole di Cristo “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”, rimarcando ancora una volta che il numero di fedeli di una comunità non ha nulla a che fare con la benedizione che questa comunità può ricevere.

Il sommoapostolo si è infine collegato alla Santa Cena, dicendo che in questo momento Dio è presente indipendentemente dal numero dei fedeli e che è compito della comunità migliorare la presenza di Gesù Cristo. Dopo la Santa Cena per i viventi, il sommoapostolo ha celebrato anche quella per i defunti, dalle mani dell’anziano di distretto Pascoli e dell’evangelista di distretto De Lazzari. L’atto è stato accompagnato da alcuni contributi musicali che, insieme alle parole del sommoapostolo, hanno reso questo momento il più emozionante del servizio divino.

Valentina Picciani