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Doppio appuntamento in Sicilia per l’apostolo Rolf Camenzind
17.06.2018 / Messina
Sabato 16 e domenica 17 giugno 2018 l’apostolo Rolf Camenzind ha visitato la comunità di Gela, alla quale si è aggiunta la comunità di Castelvetrano, per proseguire poi verso Messina.

La grazia, dono vivo
Alla base del servizio divino del 16 giugno 2018 a Gela, l’apostolo ha servito con la parola dalla lettera a Filemone 1, 25: “La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito”. L’apostolo ha spiegato che ci sono vari modi in cui si percepisce la grazia di Dio. La grazia è viva come la fede. La grazia è un dono che non è legato a vincoli di perfezione o di merito. Quando riceviamo un regalo, talvolta non sempre ha qualcosa che ci piace, ma comunque lo accettiamo. La grazia è diversa dai doni materiali, bisogna essere consapevoli di quello che riceviamo, riconoscerlo ed utilizzarlo nel servire Dio e il prossimo.

La vita, il Vangelo, la vita offerta da Gesù Cristo sono la grazia, offerta con amore per la nostra salvezza. Bisogna conoscere a fondo Gesù Cristo per poter vivere la grazia. Dio vuole entrare nel nostro cuore. Il Battesimo è un dono divino, col quale è stato cancellato il peccato originale. Il nostro “Sì” è consapevolezza d’amore, nel quale abbiamo promesso fedeltà a Dio. Il perdono dei peccati è un dono, che attraverso il sacrificio di Gesù Cristo, abbiamo ricevuto da Dio. La grazia è un dono che Dio fa ad ognuno, anche al nostro prossimo, in egual misura a come la riceviamo noi. Viviamo le fede consapevolmente, impegnandoci a piacere a Dio, il quale nonostante le nostre molteplici imperfezioni ha promesso la Sua grazia, che culminerà al ritorno di Gesù Cristo.

Al termine del servizio divino l’apostolo si è intrattenuto con la fratellanza, condividendo assieme quel dono unico è vivo che è le grazia.

A Messina voto di Confermazione e promessa a Dio
L’apostolo Rolf Camenzind ha basato il servizio divino a Messina sulla parola in Efesini 5, 1 “Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati” e con queste semplici parole si è rivolto ai giovani confermandi ringraziandoli innanzitutto di aver permesso a tutti i presenti di partecipare alla loro festa di Confermazione.

 

Ha ricordato loro che con il voto che avrebbero pronunciato in seguito facevano una promessa a Dio e quindi era importante essere consapevoli di ciò che avrebbero detto, perché da quel momento il loro rapporto con il Padre sarebbe stato diretto e Lui sarebbe sempre stato con loro. Ognuno di loro, da questo momento, avrà la responsabilità del proprio comportamento e della propria fede.

Dio ci ama, è il nostro Padre ed è un padre perfetto. Il suo amore è senza condizioni ed è per sempre. Lui non è indifferente a ciò che ci succede e ci dà sempre la sua protezione. Abbiamo la fortuna di avere un Padre che ci dice: “Tu sei e sarai sempre mio figlio, mia figlia”.

Dopo aver tutti recitato la preghiera del “Padre nostro”, l’apostolo ha chiamato i tre giovani ad avvicinarsi per ricevere la benedizione di Confermazione. Dapprima ha letto loro la lettera personale del sommoapostolo, poi ha chiesto se erano pronti ad assumersi la responsabilità della loro fede, domanda alla quale i tre giovani hanno risposto con un fermo e forte “sì”. Infine, i confermandi hanno pronunciato il voto di Confermazione e l’apostolo ha potuto quindi passare alla benedizione dell’atto.

Dopo gli auguri personali dell’apostolo ai confermati, la comunità ha festeggiato la Santa Cena.

Tanta emozione si è letta negli occhi della comunità, dei giovani e dei famigliari dei giovani per questa grande festa che è stata coronata dai bellissimi inni del coro distrettuale.