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La comunità di Roma festeggia il mezzo secolo di vita
04.10.2009 / Roma
Un servizio divino di festa e grande festa per i bambini con l’apostolo.
Domenica 4 ottobre 2009 la comunità neo-apostolica della capitale era in festa dopo settimane di ferventi attività dove il conducente e la comunità hanno annunciato questo giubileo a parenti e amici, autorità ed i media. L’apostolo Orando Mutti ha officiato questo servizio divino per il cinquantesimo della comunità di Roma, funzione che si è svolta in due parti con due testi biblici, uno per il giubileo e uno per la festa dei bambini.
Oltre 60 presenti al servizio divino di festa, di cui 5 ospiti e 13 bambini, sono stati serviti con la parola in Matteo 21, 14: “Allora vennero a lui, nel tempio, dei ciechi e degli zoppi, ed egli li guarì.” L’apostolo ha iniziato spiegando come la Chiesa Neo-Apostolica è diffusa in tutto il mondo ed è la continuazione della Chiesa iniziale di Gesù Cristo. Ha poi ringraziato i fedeli ed i servi, grazie ai quali la comunità ha raggiunto questo traguardo. Quindi, insieme alla comunità, ha fatto una preghiera di ringraziamento.
L’apostolo ha parlato di Gesù, che è al centro di ogni servizio divino, che è la nostra guida e pastore ed un giorno verrà a prenderci. Vennero a lui ciechi e zoppi e lui li guarì: la casa di Dio è un luogo di cura, dove vengono curate le infermità dell’anima; erano ciechi perché non vedevano che Gesù era il Figlio di Dio. La cecità, ha spiegato l’apostolo, è non vedere perché Gesù Cristo è venuto e quello che è il suo piano di redenzione. Gesù disse: “Vado a prepararvi un luogo”. Coloro che sono pronti e degni andranno nella sala delle nozze dell’Agnello. L’apostolo ha poi detto che si puo’ essere zoppi nella fede e si può essere guariti dalla parola del Signore. Noi siamo chiamati a proclamare: conosco un luogo dove viene guarita la cecità e l’infermità e questo luogo è la casa di Dio.
Per la seconda parte dedicata ai bambini, l’apostolo ha servito la comunità con la parola in Atti 16, 25: “Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano.” Arrivati a Filippi l’apostolo Paolo e Sila parlavano di Gesù e questo infastidiva la gente che si era ribellata alla loro parola e li hanno picchiati e messi in carcere. Paolo e Sila, verso la mezzanotte, lodavano e cantavano inni a Dio. L’apostolo Mutti ha spiegato ai bambini che, anche se qualcosa non ci piace, dobbiamo sempre ringraziare e lodare Dio. L’apostolo ha poi spiegato come finì la vicenda di Paolo e Sila i quali, dopo aver pregato, sono stati liberati da un terremoto assieme a tutti i carcerati. La guardia del carcere chiese che cosa doveva fare per essere salvata pure lei: non tutto il male vien per nuocere, poiché lui ed i suoi familiari furono battezzati.
La giornata di festa è proseguita con un rinfresco e poi il pomeriggio è appartenuto ai bambini, il nostro centro della comunità. Hanno eseguito una recita dal titolo “Donare dà benedizione”, hanno cantato e poi giocato al gioco della pentolaccia e all’albero della cuccagna…










