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Seminario introduttivo per nuovi ministri con una visita speciale dell'apostolo a Milano
02.09.2018 / Milano-Centro
L’apostolo Rolf Camenzind ha visitato la comunità di Milano domenica 2 settembre 2018. Questa visita è avvenuta in occasione del seminario rivolto a diaconi e sacerdoti ordinati a partire dal 2016 di Italia e Ticino.

La giornata del seminario
Sabato 1° settembre 2018 ha avuto luogo la giornata dedicata al seminario introduttivo i cui contenuti sono stati sviluppati dall’evangelista di distretto Luigi Campagna, del distretto Ticino (Svizzera); particolare accento è stato dato al significato dell’attività ministeriale ed ha costituito anche un’occasione di comunione e di confronto tra “giovani” ministri, provenienti da svariate zone geografiche e da diverse situazioni locali.

Tutti i ministri partecipanti al seminario, quattro sacerdoti e otto diaconi, sono stati invitati al servizio divino dell’indomani, nella comunità di Milano.

Il servizio divino domenicale
Il servizio divino domenicale del 2 settembre è cominciato con alcuni pensieri dell’apostolo, che ha sottolineato come tutti i ministri dovrebbero lavorare e vivere la fede con tutto il cuore, con convinzione e gioia. Chi ha un compito in seno alla Chiesa non deve svolgerlo per obbligo, ma esclusivamente mosso dall’amore verso Dio. Certamente sono tante le situazioni difficili, ma mai scoraggiarsi!

Questo è stato anche il collegamento con il testo che è servito quale parola biblica guida del servire dell’apostolo. In Atti degli apostoli 2, 46 e 47 si legge: “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati”.

Anche nelle prime comunità cristiane le cose erano difficili, allorché si viveva la fede proprio come descritto nel versetto biblico.

Semplicità di cuore significa vivere la fede come la cosa più importante. Lo Spirito Santo, così come operava ai tempi dei primi cristiani, deve operare ancora oggi ed avere degli effetti in tutti noi, nelle nostre vite e nelle comunità.

Vivere la fede con gioia significa vedere nel prossimo il proprio fratello e la propria sorella, vivere i Sacramenti in comunione, preparandosi al futuro con Dio. Se ci rendiamo conto di cosa ci dona Dio, della Sua grazia, delle forze divine anche in situazioni difficili, allora ne ricaveremo gioia.

Rompere il pane vuol dire avere comunione con Gesù e con la comunità. L’annuncio della sua morte contiene il credo nel Suo sacrificio unico e l’impegno ad avere comunione fra noi fino al Suo ritorno.

Il fuoco che Gesù ha acceso nelle nostre anime ci dà sempre forza, gioia e sicurezza; allo stesso modo, sentiremo il desiderio che molti altri possano sentire questa comunione e forza spirituale.