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Il nuovo vescovo in Puglia
03.02.2019 / Martano
Visita del vescovo Ivan De Lazzari alla comunità di Martano (LE) domenica 3 febbraio 2019.

Domenica emozionante per la prima visita del vescovo Ivan De Lazzari, consacrato a Lugano il 20 gennaio 2019. I fratelli e le sorelle attendevano con entusiasmo il suo servire, e (come in tutte le cose) possiamo dire "Dio non delude".

Vivere meraviglie
Solo la fede nel Signore e nei suoi inviati, permettono di vivere meraviglie nell’agire amorevole di Dio. È proprio questo il filo conduttore che ha caratterizzato il servire del vescovo. Già nella trasmissione del servizio divino a Lugano il 20 gennaio 2019, dove abbiamo potuto vivere la sua ordinazione, ha affermato di volerci dare il suo amore quali suoi affidati. Il suo servire è stato un prendersi cura della comunità con il suo parlare umile e affettuoso, conducendo per mano la comunità verso la grazia e la benedizione.

Già nella sala ministri, accennando al fatto di essere stato accolto al sud con un meteo perturbato e ventoso, ha affermato di desiderare un sole e caldo e accogliente all’interno della comunità. E noi tutti non abbiam potuto far altro che garantirgli certamente questa possibilità.

Ci ha guidati con la parola in Romani 1, parte del versetto 16: “Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”. Ha initiato dicendo di aver notato che l’indirizzo della chiesa è "Via della Libertà” e continuando ha affermato che si può essere liberi solo se intrapresa quella via ci si rechi nella casa del Signore. Luogo in cui il servire del Buon Padre Celeste ci libera dal peso delle nostre colpe e sotto l’azione del suo amore, ci guida e rafforza nella fede per vincere e superare il male.

Il Vangelo della verità
Dal testo biblico ha poi detto che per noi il Vangelo è verità. Questa verità si traduce nel fatto che Gesù è venuto per compiere la missione affidatagli dal Padre, per offrire a noi un’opportunità di salvezza, mediante il suo sacrificio sulla croce, e poi tornare a prendere la sposa. Non è una favola, ma verità. E pertanto, perché vergognarsi di manifestare questi sentimenti al prossimo? Ci vuole coraggio, ha aggiunto, soprattutto perché spesso succede all’uomo di adattare il Vangelo alla propria vita, secondo i propri bisogni e necessità. In verità dobbiamo sempre sforzarci di adattare la nostra vita al Vangelo, se per noi è fondamentale fare la volontà di Dio e raggiungere la meta. Dov’è la verità, non può esserci la menzogna e il male ha poco spazio.

Amare è mettere le proprie capacità per il bene degli altri, della comunità e della collettività. Guardiamo verso chi non ha le forze per seguire, e offriamo il nostro aiuto amorevole, cosi come Gesù si è offerto per i peccatori e i bisognosi e non per i giusti; e non essendoci molti giusti possiamo dire che Gesù è venuto per offrire sé stesso per tutti.

Il vescovo ha poi chiamato all’altare l’anziano Prisco, l’evangelista Giannuzzi e il sacerdote Sperti.

Al termine del servizio divino ha dimostrato la sua dolcezza, emozionandosi profondamente nel dichiarare “Vi voglio Bene”. È stato per la comunità un gesto di grande sensibilità e amore verso gli affidati.