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Acqua e Spirito: ricchezze divine!
10.02.2019 / Pieve Fosciana
L’apostolo Rolf Camenzind, accompagnato dal nuovo vescovo Ivan De Lazzari, in visita nel distretto Italia-Centro.

L’apostolo ed il vescovo si sono uniti alla piccola comunità di Pieve Fosciana sabato sera per regalare un servizio divino ispirato ad una parola profonda. Assieme a loro, erano presenti l’evangelista di distretto Bartoli ed il conducente della comunità visitata, il sacerdote Angelini.

Diamo spazio al cuore
La parola biblica per il servizio divino è stata tratta dal Vangelo di Luca cap.6, vers.45: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.”

Dalla rinascita di acqua e spirito santo, mediante il battesimo d’acqua ed il santo suggello, viviamo l’amore di Dio nel nostro cuore e siamo a conoscenza delle ricchezze che Dio il Padre mette a nostra disposizione. L’apostolo introduce così il servizio divino e spiega quindi i tesori a cui può accedere chi crede nel Padre.

..alla fiducia
Avere fiducia in Dio significa affidarsi alla sua volontà e credere fermamente che ogni evento sarà da lui guidato per condurci alla salvezza. L’apostolo fa l’esempio di Paolo e Silla che, gettati in prigione, pregarono e cantarono inni di lode a Dio. E, grazie alla potenza di Dio, furono liberati e poterono rendere anche testimonianza al carceriere (Atti 16, da 16).

...alla sua vicinanza
Quali eredi di Dio e coeredi di Cristo, possiamo vivere un rapporto speciale con l’Altissimo e la nostra volontà è quella di preservare questo rapporto. Attraverso la preghiera, possiamo chiedere aiuto e forze necessarie a superare momenti difficili della nostra esistenza.

Egli torna presto!
La consapevolezza che Gesù ritornerà per prendere la sua chiesa sposa è un’altra ricchezza. Questa conoscenza ci incentiva a mantenere un comportamento secondo l’insegnamento di Gesù. Poniamoci sempre la domanda: “Come ci vede Dio? Come ci vedono gli altri?” Come Pietro, riconosciuto da una serva quale discepolo di Gesù per la sua indole, anche noi, vogliamo essere testimoni della ricchezza di Gesù, attraverso il nostro comportamento ed il nostro modo di essere.

Anche il vescovo De Lazzari, per la prima volta in visita presso la comunità di Pieve Fosciana, ha potuto trasmettere i suoi pensieri dall’altare. Cristo ritornerà e invita la comunità presente a testimoniare con fatti e parole il desiderio e la speranza che quel giorno arrivi presto. Attraverso il vivere e il parlare, ogni credente vuole dimostrare che è un buon figlio di Dio e che aspetta con un cuore ardente il ritorno di suo figlio Gesù.

La comunità ha potuto festeggiare ancora la Santa Cena e, conclusosi il servizio divino, salutare l’apostolo ed il vescovo.

Dopo Pieve Fosciana, anche Firenze ha ricevuto la visita dell’apostolo Camenzind e dal vescovo De Lazzari la domenica mattina. Sono stati accolti dalla comunità con l’inno 311: Unito a te Signore.

L’acqua è un dono vitale
L’apostolo porta alla comunità la parola tratta dal libro di Giosué cap.15, vers.19: “Quella rispose: “Fammi un dono; poiché tu m’hai stabilita in una terra arida, dammi anche delle sorgenti d’acqua”. Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti.”

Da un servizio divino tenuto dal sommoapostolo, l’apostolo spiega il significato della parola biblica tratta dal libro di Giosué. La sorgente superiore viene paragonata a Gesù. L’acqua è un dono vitale e fondamentale per la vita terrena ma anche per quella spirituale. L’acqua purifica il corpo e l’anima. Attraverso il Santo Battesimo d’acqua ci è stato cancellato il peccato originale e attraverso il sacrificio di Gesù, è possibile essere più vicini a Dio. Poter attingere alla purificazione che l’acqua offre, significa avvicinarsi a Dio.

Le sorgenti sottostanti sono paragonate ai doni della grazia che contribuiscono alla nostra salvezza. Ma bisogna adoperarsi per ricevere questi doni. Forza e benedizione che arrivano dal Padre Celeste possono entrare solo in cuori pronti a ricevere questi doni. L’apostolo cita i primi versetti del Salmo 103: “Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello ch’è in me benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici.”

Ogni dono che arriva dal Signore vuole essere una fonte di benedizione per noi stessi e per il prossimo.

Dove cercare l’acqua?
Anche il vescovo De Lazzari regala le parole mosse nel suo cuore basandosi sull’acqua spirituale. Durante il servizio divino, ogni presente ha potuto attingere di un’acqua buona e pura. Il vescovo racconta di un pozzo artesiano scavato nella sua proprietà per attingere ad acqua di falda, trovata ad una profondità relativamente bassa. E ci chiede quanto è necessario “scavare” in noi per trovare Cristo. Talvolta basta poco ed in lui troviamo eterna giovinezza per la nostra anima.

Al servizio divino era presente anche il conducente della comunità di Carrara, l’evangelista Bedini, che ha potuto, anch’esso, servire all’altare. Riferendosi alla parole letta, l’evangelista rammenta come il padre di Axa, la donna che ha ereditato i campi e le sorgenti, le abbia dato tutto quello che ella desiderava. Quando c’è amore, si dona tutto quello che si possiede. E raccontando di quand’era piccolo ed era necessario recarsi alla sorgente con il secchio, invita la comunità a recarsi alla fonte con tutti i secchi disponibili, per attingere a quanta più acqua possibile.

Il dono dello Spirito Santo
La visita dell’apostolo ha regalato ancora un dono particolare ad un piccolo fanciullo. Egli ha regalato, attraverso l’imposizione delle mani, il sacramento del Santo Suggello al figlio dell’evangelista di distretto Bartoli e della sua consorte.

La comunità, terminato il servizio divino arricchito da brani musicali eseguiti del coro, ha potuto ancora vivere un momento di comunione dopo il servizio divino, davanti ad un rinfresco offerto a tutti