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"Crediamo che Gesù morì e resuscitò"
03.11.2019 / Gela
Evento particolare in Sicilia: l’apostolo di distretto Jürg Zbinden, accompagnato dall’apostolo Rolf Camenzind e dal vescovo Ivan De Lazzari a Gela, sabato 2 e domenica 3 novembre 2019, in occasione del servizio divino in favore dei defunti.

Tutto il distretto Sicilia, da mesi, è in fervida attesa di questo grande ed unico evento. Già sono previste per il sabato diverse attività: alle 14.00, tutti i ministri attivi e i fratelli e sorelle con incarico si riuniscono per un corso accelerato sul tema della nuova legge europea sulla privacy. Dopo una breve pausa, il vescovo spiega ancora a tutti i presenti il nuovo concetto del ministero.

Alle 17.00, finalmente arriva l’apostolo di distretto J. Zbinden accompagnato dall’apostolo R. Camenzind. Ed inizia la presentazione preparata dai giovani per la preparazione al servizio divino in favore dei defunti. L’apostolo di distretto dà il benvenuto a tutti i presenti e dice la preghiera iniziale. I giovani hanno scelto una parola-guida in I Tessalonicesi 4, 13-18 che, in seguito, l’apostolo di distretto con suo grande stupore dirà che è la stessa parola data per la domenica dal sommoapostolo a tutti gli apostoli di distretto. I cinque giovani leggono ognuno una domanda con la relativa risposta. Ogni domanda tratta l’argomento defunti e corrisponde a ciò che è scritto nel Catechismo della Chiesa Neo-Apostolica. Le letture dei giovani sono intervallate dal coro accompagnato da flauto, pianoforte o organo. La presentazione si conclude con la lettura di una poesia H. S. Holland, La morte non è niente. Alla fine, l’apostolo R. Camenzind interviene per ricordare ai presenti che l’area di attività dell’apostolo di distretto comprende 14 paesi: Austria, Bulgaria, Cuba, Gibilterra, Italia, Liechtenstein, Moldavia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera ed Ungheria. L’apostolo fa presente quale enorme movimento di anime defunte ci sarà la domenica.

È con profonda commozione di tutta la comunità presente che finisce l’ora. Tutti insieme ci si reca in una pizzeria vicina per cenare. Per tutti coloro che arrivano da lontano è stata riservata una stanza in albergo per la notte.

La domenica mattina, 3 novembre 2019, ancora una volta tutti insieme, ci si ritrova per la prima colazione in albergo.

Alle 10.00, inizia il servizio divino in favore dei defunti con l’inno cantato da tutta la comunità, Sion, sei meravigliosa. Dopo la preghiera iniziale, l’apostolo di distretto J. Zbinden legge la parola in I Tessalonicesi 4, 13-14: “Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e resuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati.”

L’apostolo di distretto ha potuto dire che già dal sabato si sono sentiti la presenza di Dio, del suo amore e anche gli impulsi dello Spirito Santo. Come i Tessalonicesi, anche noi oggi aspettiamo il ritorno di Cristo. E così è anche per le anime defunte, perché siamo una comunità visibile e invisibile. Noi siamo convinti del ritorno di Gesù Cristo e dobbiamo rimanere in comunione con Dio e tra di noi.

La nostra mano spirituale
L’apostolo di distretto ha preso come esempio la nostra mano per spiegare quali sono le caratteristiche necessarie per essere Figli di Dio:

  • Pollice: la nostra fede è un tesoro, un regalo di Dio, una forza. La fede vince sempre su tutto perché c’è Dio dietro di noi.
  • Indice: rimaniamo uniti, abbiamo bisogno delle forze divine, del perdono dei peccati per essere salvati.
  • Medio: abbiamo ricevuto i tre sacramenti per grazia di Dio, dunque siamo Figli di Dio per grazia.
  • Anulare: rimaniamo fedeli e adempiamo la volontà di Dio in ogni momento della nostra vita, così come ci ha mostrato Gesù.
  • Mignolo: rimaniamo nella comunione tra di noi nella nostra comunità.

Dopo aver chiamato all’altare il vescovo De Lazzari e l’apostolo Camenzind a servire, l’apostolo di distretto ha festeggiato con la comunità la Santa Cena.

Il vescovo De Lazzari e l’anziano di distretto Turrisi sono saliti all'altare dove hanno ricevuto i tre sacramenti quali rappresentanti dei defunti: il Santo Battesimo con acqua, il Santo Suggello e la Santa Cena.

Questo momento solenne ha provocato nei presenti sentimenti di commozione profonda. Quest’ultima è stata accentuata da tutti gli inni che il coro ha intonato durante il servizio divino. Ed è tra le lacrime di immensa emozione dei presenti che l’apostolo di distretto ha concluso con la preghiera finale.

Alla fine, tutti hanno partecipato al rinfresco tra le tante risate e la grande comunione. E prima di andar via, ci si è riuniti per intonare tutti insieme inni del coro.